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Ultimo aggiornamento 7 Giugno 2013  

Umberto Fioravanti

1882 - 1918

Biografia

umberto-fioravanti
Nacque a Livorno il 28 dicembre 1882, rivelando presto la sua disposizione all'arte, nella quale ricevette i primi insegnamenti a Firenze dallo zio e poi a Livorno sotto la guida di Lorenzo Gori. Uomo di formazione pratica e di indole scevra da interessi che non fossero quelli del fare arte e scultura, a questa dedicò tutto il suo più intenso impegno.
All'inizio del secolo condivise con il pittore Corrado Michelozzi lo studio in un seminterrato in via della Scala. Si crea in quel periodo l'amicizia con il giovanissimo poeta Giosuè Borsi, fraternità che li legò per tutta la vita e che la guerra rese breve per entrambi. Si conobbero nella redazione de II Corriere Toscano, diretto da Averardo Borsi padre di Giosuè, dove Fioravanti faceva disegni per i clichés. Borsi, fervente cultore della poesia dantesca, chiese, quattordicenne, all'amico Fioravanti di sei anni più anziano, di modellare per lui un busto di Dante « [...] autore mio prediletto, protettore della mia esistenza».
Nei primi anni del Novecento, Fioravanti acquisì già una buona notorietà per la qualità dei molti lavori che aveva eseguito. Nel 1910 invia all’80° Esposizione di BB.AA. di Roma un bronzo (Il bacio) che viene premiato e nello stesso anno riceve particolari elogi per una terracotta (Triste vecchiaia) presentata all'Esposizione Internazionale d'Arte di Bruxelles. Ancora nel 1910 è alla IX Esposizione Internazionale d'Arte di Venezia con un vigoroso ritratto in gesso del poeta Giovanni Marradi, la cui copia in bronzo è posta sulla tomba del poeta a Livorno nel Famedio di Montenero. Nel 1911 il suo Ritratto di signorina è premiato all'Esposizione Internazionale di Roma.

Sono gli anni della sua frequentazione del Caffè Bardi. Per tutti gli amici della branca è "Fiore" e anch'egli partecipa alla decorazione della saletta interna con un bassorilievo in gesso raffigurante una Venere, collocato sul pilastro centrale a fianco del Lazzeretto di Puccini. Il bassorilievo fu venduto in asta (lotto n. 140) nel 1921 alla chiusura del Caffè.
L'amicizia di Fioravanti con Borsi, ch'era giovane di raffinata cultura e buone frequentazioni, era basata su un rapporto di vera fraternità che la diversità della formazione e delle attitudini culturali non influenzò, anche con concessioni giocose; dopo un'intensa nevicata caduta su Livorno nella notte del 14 gennaio 1914, Fioravanti si esibì in pubblico compattando un blocco di ghiaccio di fronte al suo studio sugli Scali Manzoni e modellò una Dea della Neve, che fin quando resse il ghiaccio attirò la curiosità generale e la sua immagine fu tramandata in una cartolina.
Il fervore artistico e la capacità di lavoro di Fioravanti furono intensi sino alla sua partenza per il fronte, arruolato nella Sezione di Sanità della XXI Divisione, lasciando appena compiuto il monumento funebre per il Capitano Dovicchi (detto Al Marinaio) poi collocato nel cimitero comunale livornese. L'amico Borsi era caduto in battaglia nel novembre del 1915, mentre Fioravanti rimase per 35 mesi in zona di guerra fino alla conclusione del conflitto. Ammalatosi di febbre spagnola, alla vigilia della licenza che gli avrebbe permesso di conoscere il figlio nato da appena un mese, si spense in un ospedale da campo il I 1 novembre 1918.

G. Magonzi in Catalogo il Caffè Bardi di Livorno (1909 – 1921) Le arti all' incontro, a cura di G. Magonzi e M. Pierleoni, Galleria d'Arte Athena, Livorno, 20 settembre - 15 Novembre 2008.


Opere

  • opere
    Dea della Neve, 1914, scultura estemporanea in neve modellata sugli Scali Manzoni a Livorno
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