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Ultimo aggiornamento 8 Giugno 2013 

Ulvi Liegi

1858 - 1939

Biografia

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Luigi Mose Levi, ch'egli poi anagramma in Ulvi Liegi, nasce a Livorno l'11 ottobre 1858 da un'agiata famiglia ebrea.
La prima formazione artistica gli è data nel disegno da Luigi Corsi e in pittura da Carlo Markò figlio; poi è allievo di Antonio Ciaranfi all'Accademia di BB.AA. di Firenze, che abbandona attratto dalla frequentazione dell'ambiente macchiaiolo di Bellariva e dai suggerimenti di Fattori e Signorini.
L'esordio espositivo è alla Promotrice di Firenze nel 1882; nel 1883 è alla Società di BB. AA. di Milano e di Torino; nel 1886 partecipa a Livorno alla Mostra d'Arte Livornese. Nel 1888 è a Londra alla I Esposizione Italiana d’Arte e l'anno dopo alla Slade School.
Nel 1889 a Parigi incontra Zandomeneghi e la sua pittura viene apprezzata da Degas, Sisley e Pissarro; qui partecipa all'Exposition Universelle con due paesaggi selezionati da Signorini. Il soggiorno parigino non influenza il lessico toscano della sua pittura che si mantiene, sia pur con una declinazione personale, legata all'insegnamento signoriniano.
Si trasferisce a Firenze nel 1895, dove lavora intensamente sugli spunti urbani e su quelli che gli propone l'ambiente di San Gervasio, dove vive. La condizione di agiatezza economica gli consente ancora di soddisfare molteplici interessi collezionistici e anche di promuovere a sue spese una borsa di studio (soggiorno di un mese a Firenze) per giovani artisti.
Alterna la presenza a Firenze con frequenti soggiorni a Livorno e sulla costa ligure, realizzando un'intensa e felice produzione, che espone con regolarità in tutte le più importanti mostre. Una crisi coniugale lo allontana dalla famiglia e nel 1906 si trasferisce in Valsugana per stabilirsi poi definitivamente a Livorno nel 1908.
Ulvi Liegi frequenta da subito il Caffè Bardi, ma il suo carattere solitario lo mantiene sempre un po' distaccato dalle esuberanze dei più giovani colleghi della branca, che lo considerano, con rispetto, tra gli artisti maggiori. Lo distingue un tratto personale di signorilità che si esprime anche nel suo abbigliamento formale e compassato, malgrado che la sua condizione di agiatezza sia ormai scomparsa; ma, come annotava Gastone Razzaguta, «a differenza del suo vestire congelato, la sua pittura andava invece aggiornandosi ravvivata sempre più».

Nel 1914-15 partecipa alla I Esposizione Invernale d'Arte toscana a Firenze, dove torna a esporre l'anno dopo. Nel 1916 è alla Primaverile di Palazzo Medici-Riccardi a Firenze e all' I Esposizione nazionale d'Arte a Milano.
Nel 1918 Mario Galli presenta nella sua Galleria di Firenze una personale di Ulvi Liegi, che nel 1921 espone alla I Biennale romana (vi tornerà nel 1923 e nel '25).
Nel settembre 1921 è eletto Presidente del Gruppo Labronico e parteciperà poi regolarmente alle sue esposizioni.
Nel 1922 è presente con quattro dipinti alla Fiorentina Primaverile, a Livorno nel 1923 tiene una personale a Bottega d'Arte insieme a Benvenuto Benvenuti e Raul Dal Molin Ferenzona; nel 1924 all'VIII Mostra del Gruppo Labronico alla Galleria Pesaro espone ben 47 opere. Nello stesso anno a Firenze tiene un'altra personale e la Galleria d'Arte Moderna gli acquista Ritratto di modella; nel 1925 espone 50 opere a Bottega d'Arte in una nuova personale con Renato Natali, Gino Romiti e Valmore Gemignani.
Nel 1928 partecipa alla XVI Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia e poi alle Biennali fino al 1936; gode ormai di fama nazionale, ma le sue condizioni economiche sono sempre più misere.
Nel 1932, per l'alto valore artistico della sua opera e l'impegno da lui profuso in favore della cultura livornese, il Comune di Livorno gli conferisce una medaglia d'oro e nel 1938 promuove una Retrospettiva che comprende 88 dipinti e molte opere grafiche. Muore in assoluta povertà il 14 settembre 1939.

G. Magonzi in Catalogo il Caffè Bardi di Livorno (1909 – 1921) Le arti all' incontro, a cura di G. Magonzi e M. Pierleoni, Galleria d'Arte Athena, Livorno, 20 settembre - 15 Novembre 2008.




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