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Ultimo aggiornamento 7 Giugno 2013 

Stefano Ciaponi

Biografia

stefano-ciaponi
Stefano Ciaponi, pittore ed incisore, è nato sulle colline livornesi nel 1957. Dalla piccola casa dove trascorse la sua prima infanzia poteva vedere la valle chiamata Manfranca, valle che si affaccia sul mare, dove l'isola di Gorgona è quasi sempre visibile, con quella sua inconfondibile sagoma di vecchia balena addormentata.
«Con un paesaggio di tale bellezza», dice l'artista, «non potevo che diventare pittore». Ed Infatti, le sue doti artistiche si rivelarono molto presto e la sua passione per il disegno e la pittura lo spinsero a studiare prima all'istituto d'arte di Lucca e poi all'accademia di belle arti di Firenze, sotto la guida di Ferdinando Farulli per la pittura e di Domenico Viggiano per l'incisione. Furono anni di grandi entusiasmi, di speranze, di incontri, come quello con il segno agile ed inquieto di Giacometti, con le ombre cupe di Rembrandt e con la pittura monumentale e di forte impegno sociale di Siqueiros.
Sono con queste emozioni e questi punti di riferimento che Ciaponi inizia il suo percorso artistico. Il suo primo dipinto, conservato ancora gelosamente dall'artista, risale al 1975; dipinto di cui s'era interessato con sincera stima anche il maestro Farulli, che per dimostrazione lo appese sulla parete dietro la sua cattedra, lasciando il giovane Ciaponi incredulo e pieno di stupore.
Attualmente Ciaponi insegna tecniche dell'incisione all'accademia di belle arti di Carrara, dopo aver insegnato in altre prestigiose sedi come Bari, Roma, Milano e Sassari. Ciaponi è un uomo schivo e grande sognatore. Continua a fare pittura dipinta, a lottare per difendere le sue idee rifiutando condizionamenti di mercato: è ben lontano dall'arte che nasce esclusivamente per meravigliare, che si veste di parole per nascondere la propria ipocrisia.

L'artista livornese realizza con grande padronanza e con poetica tutta nuova oggi in Italia, una pittura fatta di materia, a volte sabbiosa che viene segnata e graffiata prima di essere dipinta sopra, fino ad assumere l'aspetto dell'intonaco per l'affresco, caratteristica che i dipinti mantengono sino alla fine. Le stanze che il maestro dipinge diventano luoghi delle annunciazioni e delle apparizioni. I suoi bambini, i suoi animaletti, i suoi oggetti, entrano nello spazio in modo quasi magico: vengono alla luce da profondità molto buie, con guizzi di colore luminescenti e manifestano una gracilità tale che sembrano come sul punto di sparire, così come sono apparsi. Questi fanciulli, assieme ad un gran desiderio d'amore, denunciano la loro solitudine, prendono coscienza di un tempo trascorso e mai vissuto, intuiscono che oltre quel varco fatto di luce si nasconde l'ignoto.
I dipinti di oggi sono meno angoscianti dei primi, ma nascono come allora da una ricerca ed una esigenza interiore, come immediata comunicazione. Sono più spirituali, anche se permangono questi interni desolati velati da una certa inquietudine. È un'indagine, quella di Ciaponi, per giungere alla scoperta della fragilità degli uomini e delle cose, è un viaggio pittorico fatto di sogni, con richiami romantici, fiabeschi e surreali, dove squarci di luce solare o luce della memoria si fondono per restituire un tocco di poesia alle cose semplici che il nostro quotidiano, vissuto con troppa superficialità, non riesce più a cogliere.


Opere

  • opere
    La nascita del fiore, olio acrilico su tavola, cm, 40x40
  • opere
    Aspettare il blu del cielo, olio acrilico su tavola, cm, 35x50
  • opere
    Indicare il cammino alla prima stella, olio acrilico su tavola, 30x30,
  • opere
    Luce nella notte, olio acrilico su tavola, 30x60
  • opere
    Dipingere il pesce luna, olio acrilico su tavola, 120x80
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Testo Critico

di Rossana Bossaglia 2002.

STEFANO CIAPONI Fuga nei giardini dell'immaginazione

Se dovessimo definire secondo le formule correnti il tipo di espressione artistica praticato da Stefano Ciaponi, potremmo parlare di surrealismo, o meglio di arte fantastica. Tanto più che l'artista medesimo intitola la serie di opere più ampiamente trattate nella sua ultima produzione "fuga nei giardini dell'immaginario". Ma è particolarmente interessante, e originale, il suo modo di interpretare questo soggetto, cioè l'andamento della sua immaginazione: che non appare come un sistema per fuggire dalla realtà, o superarla, o trasfigurarla, bensì un'indagine sui significati misteriosi che vi si celano.
Ciaponi ambienta per lo più le scene entro spazi casalinghi delimitati, in stanze pressoché vuote, abitante da persone per lo più giovani, quelle appunto che esercitano nell'ambiente la loro fantasia; e la fantasia immette nelle stanze oggetti ed esseri viventi diversi, ma spesso ripetuti: insieme con semplici arredi casalinghi si allineano piccoli strumenti di gioco, specie costruzioni lignee, fiori veri e finti, e alcuni animali, tra cui l'amatissimo elefantino. Tutto questo in una successione e un inquadramento compositivo che, se da una parte ci induce a immetterci in ambienti di vita quotidiana, quindi ci porta dentro il luogo raffigurato, dall'altra ci appare come un palcoscenico, con effetti di profondità prospettica: dunque pone un limite invalicabile tra noi spettatori e l'azione, com'è della rappresentazione teatrale, che se pure è situata a un passo da noi, resta psicologicamente invalicabile.
A ciò si aggiunga che lo stile di Ciaponi si ispira a figurativo semplice e schematico, ai limiti del naïf; ma della naïveté non detiene affatto la presunta ingenuità: sembra quasi segnalarci che al di sotto delle fantasie apparentemente bambineggianti sta un concetto esistenziale pieno di inquietudine; i personaggi guardano il vuoto o guardano verso di noi in silenziosa attesa degli eventi; e sembra che ci invitino a considerare con loro il mistero del vivere.
Artista originale, di grande padronanza espressiva, che usa un linguaggio volutamente povero per indurci a riflessioni profonde. Crede nel ruolo dell'arte come testimonianza e rivelazione dell'altrimenti indicibile.

Rossana Bossaglia

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