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Ultimo aggiornamento 14 aprile 2017 

Paolo Staccioli

Biografia

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Nato a Firenze nel 1943, Paolo Staccioli inizia la sua esperienza di artista negli anni Sessanta del Novecento, esordendo come pittore e facendosi presto notare in ambito locale. Al principio degli anni Novanta la necessità di sperimentare nuovi linguaggi espressivi lo spinge a Faenza, nella bottega di un ceramista locale, Umberto Santandrea, dove apprende le tecnica di quest'arte. È qui che Staccioli realizza i suoi primi vasi, dapprima con la tecnica della ceramica invetriata, poi sperimentando la cottura a "riduzione", che gli consente di ottenere straordinari effetti di iride scenza e lucentezza.
Ottenuta assoluta padronanza del mestiere, Staccioli allestisce nel suo studio di Scandicci, nei pressi di Firenze, un laboratorio dove continua autonomamente e quotidianamente a misurarsi con l'uso del fuoco e degli ossidi di rame, dando vita a una miriade di vasi che riveste con fantastici racconti pittorici, fissati definitivamente dalla smaltatura a lustro. È con queste opere che ottiene i primi successi, facendosi notare in mostre personali e collettive, nonché in occasione di importanti manifestazioni culturali: le sue ceramiche, dal forte effetto metallizzato e dallo smalto scintillante si impongono presto, per eleganza e originalità, nel panorama artistico non più solamente fiorentino, ma nazionale.
I personaggi che in questa fase popolano la superficie delle sue ceramiche ( giostre di cavalli giocattolo sospesi nell'aria e accompagnati da putti alati, suonatori di trombe, bambole e Pulcinella) presto si guadagnano la terza dimensione, divenendo sculture che tuttavia non perdono l'accento di accadimento fiabesco, estranee come sono ad ogni nozione di tempo e luogo: forme idealizzate memori della statuaria preromana, etrusca in particolare, sulle quali interviene la policromia della ceramica, a rendere un vigoroso effetto di masse in contrasto. Guerrieri, viaggiatori, cardinali e cavalli si aggiungono ben presto alla folla già nutrita dei fantastici personaggi ed iniziano, dalla seconda metà degli anni Novanta, ad animare importanti collezioni pubbliche e private, italiane ed estere. Nei primi anni del Duemila, nella volontà di sperimentare nuovi materiali e, con questi, altre dimensioni espressive, Staccioli inizia a trasferire – senza comunque mai abbandonare l'amore per la lavorazione delle terre – le sue forme nel più duraturo bronzo, passando dalle ricerche con gli ossidi di rame a quelle con le patine metalliche. È in questa più recente fase che le sue figure acquistano una dimensione al di fuori del tempo i suoi cavalli e i suoi guerrieri.
Molti i riconoscimenti tributati all'artista, in particolare nell'ultimo decennio, da pubblico e critica, e molte le partecipazioni a premi ed esposizioni che hanno consentito a Paolo Staccioli di conquistare un posto di assoluto prestigio nell'attuale panorama artistico. Tra queste ultime ricordiamo la mostra le gioiose ceramiche di Paolo Staccioli, organizzata da Ornella Casazza al Museo delle Porcellane di Palazzo Pitti di Firenze (29 ottobre 2005 – 25 giugno 2006), e l'esposizione personale i segni della Terra, inaugurata al Museo Archeologico di Fiesole il 2 giugno 2007.
Nell'aprile del 2006 una sua opera è stata scelta come dono ufficiale della Regione Toscana al Presidente della Repubblica Carlo Azelio Ciampi; alla fine dello stesso anno, nel novembre, un'altra opera è stata acquisita nella collezzione permanenente del Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza. E ancora: nella primavera del 2008, su invito del direttore dell'International Ceramic Art Museum di Fuping, l'artista si è recato in Cina per avviare una collaborazione con questa istituzione,realizzando sul posto opere che sono entrate a far parte della collezione permanente del museo. Altre creazioni ceramiche sono state selezionate come premio di riconoscimento alla carriera di due illustri protagonisti del Festival Estate Fisolana: il regista statunitense Spike Lee e l'attore Dario Fo. Il 4 giugno 2008 si è aperta al pubblico una sua mostra personale all'Istituto Italiano di Cultura di New York e, contestualmente all'evento, due guerrieri in bronzo sono stati scelti dal magnate e collezionista americano Jack Larsen per il suo parco di scultore, la Riserva di Longhouse, ad East Hampton. Nell'ottobre 2008, in occasione del ventennale della Scuola Superiore di Sant'Anna di Pisa, una sua opera è stata donata al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Tra le esperienze più recenti sono da annoverare la partecipazione alla mostra Memorie dell'Antico nell'arte del Novecento tenutasi nel 2009 al Museo degli Argenti di Palazzo Pitti di Firenze e le esposizioni personali a Washingon presso l'Ambasciata Italiana (aprile 2009), a Parigi presso la Galleria Selective Art (settembre 2009), a Parigi presso lo Spazio 522 e alla Kens' Art Gallery di Firenze (entrate nella primavera del 2010). Nel settembre 2010 una sua personale si è tenuta a Pomarance, dove a breve un guerriero in bronzo sarà collocato davanti al palazzo comunale.
Il 2011 si è aperto con due mostre: Volgare nel mito, presso la Sala delle Colonne di Pontassieve (nel mese di gennaio) e Paolo Staccioli. Opere / Sculptures 1991-2011 al Museo Horne di Firenze (da marzo a maggio).
Tra le mostre più recenti si segnalano: FuLe International Ceramic Art Museum, Fuping, Cina 2008; Istituto di Cultura Italiana, New York 2008; Galleria Selective Art, Paris 2009; Pietrasanta, Piazza del Duomo (lato campanile) e Galleria Paoli, 2008, 2009, 2011 e 2012; "Il guerriero e la farfalla. Paolo e Paola Staccioli", Ex convento Santa Chiara, Nobile Contrada del Nicchio, Siena 2012; Collaterale a cura di Mirabili Arte d'Abitare e Fonderia "Il Cesello" alla 15° edizione della fiera "Contemporanea di Forlì", 2012; Collaterale a cura di Mirabili Arte d'Abitare e Fonderia "Il Cesello" a "Immagina Arte in Fiera", Reggio Emilia, 2012; Installazione di un Guerriero in bronzo nella rotatoria della Crce Azzurra, Comune di Pontassieve (FI), 2013; Ex Mulino Antonibon, Nove (VI) esposizione personale in occasione della Festa della Ceramica, 2013.


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Opere

  • opere
    Coppia ceramica a lastra h cm 55
  • opere
    Arlercchino con la palla ceramica a lastra h cm 36
  • opere
    Stele ceramica a lastra h cm 64,5
  • opere
    Dondola ceramica a lastra h cm 37
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Testo Critico

Presentazione di Michele Pierleoni.

Viaggio nelle Memorie di Paolo Staccioli

È un’arte matura, la sua, che grazie all’incontro di un’inventiva inesauribile
e di una tecnica magistrale
continua a evolversi con risultati
che rappresentano al meglio l’arte fiorentina e toscana di oggi.
Cristina Acidini

Come non concordare con il giudizio attento dell’Acidini sulle qualità evidenti dell’artista Staccioli e del suo rappresentare, come ebbe a scrivere Antonio Paolucci, la “misura toscana” per chi è dotato di mestiere e genio, come nel suo caso.
L’attuale esposizione rappresenta un gradito ritorno a Livorno a due anni di distanza dalla mostra Quattro esperienze artistiche, anch’essa tenutasi negli ambienti della Galleria Athena, in cui dialogava con Antonio Bobò, Renzo Galardini e Giuseppe Gavazzi.
Il visitatore attraverso questa personale potrà immergersi pienamente in un mondo abitato da “Memorie” personali e collettive, così carico di suggestioni del passato, da lui riletto con intelligenza e personalità.
Attraverso colori stupefacenti che appagano la vista, in cui la bravura artigianale si unisce all’eterna voluta casualità della cottura (che dona sempre mutevoli cambiamenti), Staccioli va di volta in volta conducendoci per temi, in cui con energia rinnova il suo fare creativo.
Paolo si presenta con ceramiche e bronzi in un’analisi che viaggia di pari passo, addirittura fondendosi, quando in alcune delle ultime creazioni, unisce il bronzo alla ceramica in un abbraccio di grande fascinazione tra materie diverse.
Lo sguardo si sofferma quindi su un ampio spettro riguardante le tematiche care all’autore di Scandicci, alle quali si aggiungono nuovi e felici innesti appartenenti alla produzione recente, in cui attinge al suo trascorso pittorico. Si sviluppano così i soggetti dipinti nei vasi e nelle sfere, senza mai dimenticare un dinamico confronto con i motivi arcaici della nostra cultura occidentale: tra i molti possibili esempi cito il Guerriero di Capestrano di Chieti e i Cavalli Alati di Tarquinia.
Del resto, il fare arte per Staccioli, non è un ripiegamento su se stesso, ma semmai un continuo moto verso nuovi traguardi: ricordo tra i molti prestigiosi eventi l’importante esposizione nelle sale del Museo Horne di Firenze, in cui il suo Bassorilievo con cavalli in giostra dialogava magnificamente con il fondo oro del Santo Stefano di Giotto.
Capacità di riflessione sul trascorso ma al contempo indagine dell’odierno, questi sono i binari sui quali si snoda la poetica dell’autore; si può dare questa possibile chiave di lettura alle figure che emergono da sfere o carretti con la valigia in mano, dall’aspetto alienato, ma unite in un comune destino vissuto nella propria solitudine.
Pesanti globi sono sorretti da individui dalle piccole teste, non certo memori dell’iconografia di Atlante, ma semmai pienamente immersi nell’esistenza attuale, consci della difficoltà che i problemi umani sono molto più grandi delle singole forze.
Dondoli assurti a teatrini dove gli attori sono di volta in volta uomini e donne, musicanti e maschere, grazie ai quali crea sottili e labili equilibri che ci restituiscono “un attimo di poesia” così carico di malinconia.
Eppure se nell’agire dell’artista fiorentino vi si legge un contenuto di denuncia sociale esso non rinuncia alla poesia; così alte figure sono circondate da sfere “casualmente rotte” capaci di raccontare nella loro frammentarietà, stralci di memorie, le sue, che distribuite su ogni singolo elemento si propagano di mano in mano, di collezione in collezione, caricandosi di altri validi significati per il fruitore. La speranza, la gioia di vita, non mancano nel suo essere creatore che inscena piccole e grandi giostre nelle quali la fantasia sintetizza il rappresentato che diviene ritmo cadenzato da grazia e armonia cromatica.
Ed infine, quando il bisogno di spiritualità raggiunge un’esigenza espressiva, ecco nascere dalle sue mani gli angeli pronti a cavalcare bellissimi cavalli, creature celesti fermate poco prima di spiccare il volo verso la sola luce, quella luce che Paolo Staccioli riesce a trattenere meravigliosamente nei suoi lavori ricongiungendo in una novella creazione la terra al cielo.

Michele Pierleoni

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