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Ultimo aggiornamento 6 Giugno 2013 

Mario Puccini

1869 - 1920

Biografia

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Nasce a Livorno il 28 giugno 1869, quinto di sei fratelli, in una famiglia di modeste condizioni. Dopo avergli fatto frequentare le Scuole Tecniche, il padre, fornaio, lo fa iscrivere nel 1884 all'Accademia di BB. AA. di Firenze, dalla quale esce nel 1890 con un diploma che lo abilita a insegnare disegno nelle Scuole Tecniche normali.
Esordisce nel 1887, esponendo uno Studio di testa alla Società d'Incoraggiamento di Firenze, dove torna a esporre anche nei due anni successivi; nel 1890 ottiene la medaglia d'argento della Scuola di Proiezioni e nel 1892 si iscrive alla Scuola Libera del Nudo.
Nel 1893 una grave depressione, causata da una delusione sentimentale o forse da una troppo intensa attività creativa svolta in poverissime condizioni, lo fa ricoverare per un anno nell'ospedale di Livorno e poi, per altri quattro, nell'ospedale psichiatrico di San Niccolò a Siena. Quando ne esce per qualche tempo, fatica a ritrovare la via dell'arte. Aiuta il padre nella conduzione di una piccola trattoria, cerca qualche guadagno dipingendo insegne, facendo disegni di base per ricami, vendendo da ambulante articoli per cucito.
Riprende a dipingere e disegnare con una forte sensibilità cromatica e costruttiva, nel segno di una matrice fattoriana che condivide con Oscar Ghiglia e Llewelyn Lloyd. Benvenuti e Pierotti Della Sanguigna si associano per promuovere un mercato fiorentino dell'opera di Puccini, che è schivo ma molto amato dai colleghi della branca del Caffè Bardi. Oscar Ghiglia e questi amici portano la sua pittura all'attenzione di Gustavo Sforni, anch'egli pittore e collezionista di solido gusto estetico, che ne diverrà estimatore attento, gli acquisterà con regolarità i dipinti migliori e lo farà apprezzare a critici influenti come Ugo Ojetti.

Al Caffè Bardi, Puccini è al centro dell'attenzione dei più giovani colleghi che ne ammirano le capacità e la forza del colore. Nel 1911 partecipa, con Benvenuti, Michelozzi, Natali, Romiti, Ghelarducci, Fioravanti e Ghilardi, alla decorazione della sala interna del Caffè Bardi con una grande tela e due disegni a carbone.
Grazie ai buoni rapporti con collezionisti fiorentini come Sforni e mercanti-amatori come Mario Galli, Romolo Monti e altri, Puccini vende bene le proprie opere. Nel 1912 si reca in Francia, a Digne nelle Alpi Marittime, ospite del fratello Amedeo; per qualche tempo si firmerà «Pochein». Al rientro in Italia partecipa con misura a varie esposizioni nel 1912 a Genova, nel 1913 a Livorno alla II Mostra d'Arte ai Bagni Pancaldi, nel '14 alla I Esposizione Internazionale di Bianco e Nero a Firenze e a Roma alla Società di BB. AA., nel 1914-15 alla I Esposizione Invernale d'Arte Toscana a Firenze.
Nel lavoro non si risparmia e la salute ne risente. Al ritorno da un soggiorno in Maremma dov'era andato a dipingere, un'infezione polmonare a lungo trascurata lo costringe nell'ospedale di Santa Maria Nuova a Firenze, dove muore il 18 giugno 1920, all'indomani del ricovero.
Nel 1922 Vittorio Pica, direttore dell’Esposizione Internazionale d'Arte di Venezia, seleziona 38 opere di Puccini per una Retrospettiva che gli viene dedicata nella Sala XXIII. Ne promuove una anche Bottega d'Arte nell'ottobre 1923 con 60 opere; l'anno successivo a Firenze l'Ente delle Attività Toscane organizza nel Palazzo di Parte Guelfa la maggiore esposizione retrospettiva di quel periodo.

G. Magonzi in Catalogo il Caffè Bardi di Livorno (1909 – 1921) Le arti all' incontro, a cura di G. Magonzi e M. Pierleoni, Galleria d'Arte Athena, Livorno, 20 settembre - 15 Novembre 2008.


Opere

  • opere
    Barcone, 1915, olio su cartone, cm, 32x24,5, collezi. privata
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