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Ultimo aggiornamento 1 Dicembre 2015 

Mario Cocchi

1898 - 1957

Biografia

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Nasce a Livorno il 15 gennaio 1898. Il padre Oliviero, artigiano decoratore, autore e attore di popolari commedie in vernacolo livornese e noto con lo pseudonimo di Mede Baffoni, e suo zio materno, il pittore Eugenio Caprini, lo introducono nell'ambiente del Caffè Bardi già nel 1913. In quest'anno partecipa quindicenne alla II Mostra d'Arte ai Bagni Pancaldi con il dipinto L'ultimo inquilino che gli viene acquistato dalla Pinacoteca Civica. Dario Niccodemi, in una lettera al padre, ne loda le promettenti virtù artistiche. Al Caffè conosce tutti i pittori e tra essi Puccini, dalla cui pittura prende la prima impronta che egli coniuga con tecnica divisionista. Dal 1914 frequenta a Firenze il corso libero di nudo all'Istituto di Belle Arti grazie ad una borsa di studio triennale che la Fondazione Bastogi gli assegna per un diretto interessamento di Angiolo e Adolfo Tommasi. E invitato alla LXXXIII Esposizione Amatori e Cultori a Roma (vi espone Vecchie case) e alla successiva edizione.
Nel 1916 partecipa alla Permanente di Milano. Nasce la sua grande passione per la musica; con Giosuè Borsi, il pianista Bernaini e alcuni altri artisti della branca è assiduo alle serate a casa dell'ing. Gualberto Catani in piazza Magenta, dove si faceva musica e si ascoltava poesia. Nel 1917 è soldato sul Carso, Ufficiale sul Piave e poi sull'Altipiano di Asiago. Nella ritirata di Caporetto perde la cartella con i numerosi disegni dei mesi di guerra. Nel dicembre 1918 è inviato in Libia, dove è attivo anche come illustratore umoristico de II Ghibli, periodico delle truppe d'Oltremare; nel 1920, decorato di croce al merito, viene congedato.
A Livorno si è appena costituito il Gruppo Labronico; Cocchi vi entra nel 1921 e partecipa dalla II Mostra del Gruppo dove espone, Lo specchio. Si lega di profonda amicizia con il pittore Alberto Zampieri, anch'egli appassionato violinista, ed è la condivisione musicale che orienta e seleziona le sue amicizie e frequentazioni nell'ambiente artistico livornese.
Nel 1922 partecipa a La Fiorentina Primaverile assieme a un nutrito gruppo di colleghi livornesi. Cocchi ha sempre mostrato una spiccata abilità di ritrattista (Ojetti lo definirà «Manciniano fervente, ama dipingere le sue figure su fondi più scuri con molta sagacia ed una tavolozza propria»), che con ampio successo alterna a figure e paesaggi.
Nel 1926 partecipa alla XV Esposizione Internazionale d'Arte di Venezia, dove conosce Beppe ed Emma Ciardi, ai quali lo legherà una lunga amicizia; nel 1928 è con il Gruppo Labronico alla Galleria Pesaro di Milano. Nel 1929 Plinio Nomellini gli presenta la personale alla Galleria Gerì di Milano, che comprende 54 opere. E presente a tutte le mostre sindacali e alle Quadriennali romane fino al '48. Nella seconda metà degli Anni Trenta è il ritrattista più ricercato dalla borghesia livornese ed esegue il ritratto di Pietro Mascagni, oggi al Museo del Teatro alla Scala. Partecipa nel 1938 alla Mostra d'Arte "Vecchia Livorno"allestita nel Palazzo della Provincia. Nel 1940 Cocchi è nuovamente richiamato alle armi. Nella Compagnia di cui è Capitano arriva da Firenze il soldato semplice Mario Borgiotti e Cocchi gli propone di fargli da attendente, «così avremo più occasione di parlare d'arte».
Congedato nel 1943, vive gli anni dello sfollamento nelle campagne tra Cecina e Casale M.mo. Tornato a Livorno, organizza una personale, presentata da Natali, in cui espone 64 dipinti che sono la sintesi della sua opera. Nel 1950 e '51 è chiamato per alcuni ritratti ad Anversa, poi il suo carattere si fa ancor più chiuso e scontroso, sintomo di una salute ormai compromessa. Muore a Livorno il 30 luglio 1957, onorato dai colleghi e dal Comune. Nel 1967 Bottega d'Arte gli dedica una Retrospettiva con 59 opere, presentata da Fortunato Bellonzi.

G. Magonzi in Catalogo il Caffè Bardi di Livorno (1909 – 1921) Le arti all' incontro, a cura di G. Magonzi e M. Pierleoni, Galleria d'Arte Athena, Livorno, 20 settembre - 15 Novembre 2008.


Opere

  • opera
    Calambrone, olio su tavola, cm 11x74
  • opera
    Primavera nell'orto, olio su tavola, cm 33,5x43
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