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Ultimo aggiornamento 6 Giugno 2013 

Manlio Martinelli

1884 - 1974

Biografia

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Nato a Livorno il 7 giugno 1884, dopo le scuole tecniche è tra gli allievi dello Studio Micheli con Romiti, Lloyd, Vinzio, Modigliani e Sommati. Con questi ultimi due condivide uno Studio in via della Scala che Romiti aveva lasciato.
L'esordio espositivo nel 1901 a Firenze alla Promotrice, alla quale parteciperà anche nelle successive edizioni. La "Borsa Banti" vinta nel 1905 gli consente di frequentare a Firenze la Scuola Libera del Nudo dove insegna Fattori, che Martinelli aveva avuto modo d'incontrare, con molta emozione, nello Studio Micheli in occasione di qualche soggiorno estivo del Maestro a Livorno.
Nel 1903 alla Mostra Amatori e Cultori di BB. AA. di Roma espone II mio fratellino che torna a presentare nel 1906 alla Mostra Amatori e Cultori di BB.AA. di Firenze, ricevendo su II Regno un ammirato plauso di Giovanni Papini.
Nel 1907 è ammesso alla VII Esposizione Internazionale d'Arte di Venezia, dove espone il Ritratto del Signor Chiappa che si fa notare per i delicati accordi cromatici; l'anno successivo alla Promotrice di Firenze. Uno dei premi destinati alle quattro migliori opere esposte è assegnato a Clara - ritratto della Signorina Rosselli (in giuria: Oscar Chiglia, Domenico Trentacoste, Francesco Gioii, Angelo Torchi e Adolfo De Carolis). La stessa opera gli valse nel 1910 l'invito nella Sala dei Giovani alla IX Esposizione Internazionale d'Arte di Venezia e nel 1911 alla Mostra d'Arte Moderna di Montecatini.
Martinelli, personalità schiva e riservata, ama trasfondere nella sua pittura atmosfere poetiche, con una pennellata larga e sfumata. Si tiene in disparte eppure occupa un posto eminente tra i colleghi. Frequenta il Caffè Bardi con serale puntualità, fa parte della branca ma non partecipa alle sue chiassose discussioni, vi assiste appartato e inappuntabile, anche se mai estraneo. Raffinato disegnatore, fa una pittura 'sommessa' nei toni, intimistica nel trattamento della luce e sempre tesa a restituire un sentimento di poesia.

Nel 1913 è alla Biennale di Brera, dove espone un lodatissimo Ritratto di Galileo Mainardi, ripresentato su invito all'XI Esposizione Internazionale di Monaco.
Dal 1916 al 1919 Martinelli è richiamato alle armi, ma trova tempo e modo di dipingere e disegnare. Nel 1919 partecipa a Livorno all’Esposizione pro Casa dell'Arte ottenendovi uno straordinario successo e grandi elogi.
Nel 1920 è nuovamente all’Esposizione Internazionale d'Arte di Venezia, dove espone Gli orfanelli e Triste anniversario; nel 1921 alla II Mostra nazionale d'Arte alle Scuole Benci di Livorno presenta Contemplazione; nel 1922 è alla Mostra nazionale di Padova con La notte che ripropone nel 1923 alla XCI Mostra Amatori e Cultori di BB. AA. di Roma; nel 1927 è alla Quadriennale di Torino.
Martinelli ha partecipato a numerose esposizioni collettive ma non ha mai promosso una sua personale, restio a farlo per un grande pudore di sé; anche la sua produzione pittorica è stata contenuta, assorbita da un collezionismo (Bardo Bardi è stato un suo costante estimatore) sensibile alle sue atmosfere romantiche e rarefatte. «Quella di Martinelli non è certamente una pittura che 'grida' ma che 'parla' sottovoce in guisa assai penetrante, fatta in gran parte di motivazioni intimistiche spesso scandite sul filo di una velata malinconia», come scrisse Franco Crovetti presentando la Retrospettiva nel 1990 dedicata a Martinelli dal Comune di Livorno. Muore a Pisa il 6 febbraio 1974.


G. Magonzi in Catalogo il Caffè Bardi di Livorno (1909 – 1921) Le arti all' incontro, a cura di G. Magonzi e M. Pierleoni, Galleria d'Arte Athena, Livorno, 20 settembre - 15 Novembre 2008.


Opere

  • opera
    Piazzetta di Parlascio, olio su tavola cm, 45x50
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