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Ultimo aggiornamento 1 Dicembre 2016 

Gino Romiti

1881 - 1967

Biografia

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Nasce a Livorno il 5 maggio 1881. Malgrado la modestissima condizione della famiglia persegue con grande volontà la dedizione all'arte. A sedici anni frequenta la Scuola di Guglielmo Micheli, nella quale per quattro anni fa il suo apprendistato nel segno dell'ortodossia fattoriana. Gli sono compagni Manlio Martinelli, Llewelyn Lloyd, Amedeo Modigliani, Aristide Sommati e altri giovani artisti, che vi sono però meno assidui: la frequentazione della Scuola di Micheli è piuttosto informale e molti degli spiriti più vivaci vi passano senza esserne conquistati.
Romiti esordisce a Milano alla Permanente nel 1898 con II ruscello; nel 1903 partecipa alla Esposizione Internazionale d'Arte di Venezia con Armonia di fiori, e tornerà ad esporvi nel 1912 (Antica villa, Pomeriggio d'estate), nel 1924 (Strada solitaria), nel 1926 (Paese) e infine alla Biennale di Venezia andrà nel 1952.
Nel 1904 è all'Esposizione secessionista di Palazzo Corsini a Firenze, nel 1906 a Milano all'Esposizione di BB.AA., nel 1910 all'Esposizione internazionale di Bruxelles. Tra i pittori del Caffè Bardi, già nella prima decade del secolo Romiti è considerato un artista affermato. Con Puccini, Michelozzi, Natali, Benvenuti, Fioravanti, Ghelarducci e Ghilardi, concorre nel 1911 a decorare il Caffè con la grande tela Nascita di Venere e due dipinti (Oleandri e Marina) eseguiti nelle lunette dei sottoarchi e andati poi perduti. Partecipa dei fermenti che animavano quell'ambiente artistico, definisce la sua pittura «né impressionista... né divisionista...
Ma l'uno e l'altro, perché io mi valgo di qualsiasi elemento pittorico... secondo la necessità di tradurre le mie emozioni sulla tela».
Nel 1913 alla I Mostra della Secessione a Roma e poi a Brera, alla Primaverile d'Arte a Firenze. Nel primo quindicennio del secolo, Romiti condivide, con un’accentuazione mistico-evangelica, l'interesse per le teorie simboliste riportate da Charles Doudelet tra alcuni pittori del Caffè Bardi, ch'egli dal 1912 esprime con declinazioni divisioniste, in particolare nei "fondi marini", concepiti come fluide rappresentazioni oniriche, permeate di un intenso simbolismo.

Nel 1915 è richiamato alle armi ed inviato in Albania; esporrà nel 1918 dipinti e disegni di questo periodo in una personale presentata da Mario Galli nella sua Galleria di Firenze. E nel suo Studio che nel 1920 si costituisce il "Gruppo Labronico".
Nel 1922 torna ad esporre alla Fiorentina Primaverile. A Bottega d'Arte nel 1925 espone 41 opere in una personale con Ulvi Liegi, Renato Natali, e Valmore Gemignani. Vi torna nel 1927 in una personale insieme a Michelozzi; nello stesso anno partecipa all'Esposizione nazionale di Palazzo Pitti a Firenze (con Marina e Casolari a Livorno); nel 1931 all'Esposizione Internazionale di Atene; nel 1934 ancora a Bottega d'Arte con Alessio Issupoff e Michele Cascella.
Nell’aprile-maggio 1931 con il dipinto II bindolo partecipa con Renato Natali, Beppe Guzzi e Giovanni Zannacchini alla "Settimana Italiana" nell'Esposizione Internazionale di Atene.
Dopo la guerra (dal 1942 al '45 si era trasferito a Montuolo, nella provincia lucchese) torna a Livorno, dove riprende un'intensa produzione pittorica ed espositiva, che ne consolida la salda presenza sul mercato e lo fa essere presente in quasi ogni collezione. Nel 1961 è eletto Presidente del Gruppo Labronico, pubblica nel 1966 Gocce di luce nell'ombra (Scritte per volontà di Dio dal 1928 al 1934 e per Sua diretta ispirazione) e successivamente Amore nella gioia del sacrificio. Muore a Livorno il 19 settembre 1967.

G. Magonzi in Catalogo il Caffè Bardi di Livorno (1909 – 1921) Le arti all' incontro, a cura di G. Magonzi e M. Pierleoni, Galleria d'Arte Athena, Livorno, 20 settembre - 15 Novembre 2008.


Opere

  • opere
    Cisternino, olio su tavola cm, 18x23,5, 1922
  • opere
    Banditella, olio su tavola cm, 17x23,5
  • opere
    Il Cancelletto, acquaforte-acquatinta su carta, mm, 132x200
  • opere
    Scali delle Cantine, 1910, olio su cartone, cm. 21x19, collez. privata
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