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Ultimo aggiornamento 3 Giugno 2013 

Ettore Castaldi

1877 - 1956

Biografia

Nato a Livorno il 16 dicembre 1877, secondo di tre figli, ancora in tenera età rimase orfano di entrambi i genitori. Cresciuto da uno zio, fu poi avviato sin da ragazzo nel lavoro portuale come scaricatore; ma anche questo rude ambiente non ne ridusse la gentilezza d'animo e un innato interesse per l'arte, che lo fecero avvicinare all'ambiente del Caffè Bardi.
Vi era considerato come gran declamatore di poesia, cantava con voce forte e melodiosa, nella pittura aveva sensibilità di luce e d'atmosfera che la prestanza fisica conferitagli dal lavoro sui moli portuali non avrebbe fatto supporre. Era un “minore”, ma non un pittore della domenica ed era perfettamente integrato e partecipe nell'ambiente del Caffè, in particolare amicizia con Michelozzi che lo ritrasse in alcuni grandi dipinti.
«La pittura di Castaldi, così nata, naturalmente risente di entusiasmi e di ammirazioni. Mossa da simili forze è tutta pervasa di ricordi» annota Gastone Razzaguta nel breve medaglione che gli dedica nel suo Virtù degli Artisti Labronici, ricordando con il consueto affetto le figure del Caffè Bardi. In Castaldi l'entusiasmo innovativo è lo stesso che fa accostare alcuni dei suoi più autorevoli colleghi alle suggestioni luministiche della pittura divisa e l'ammirazione è per Baracchini-Caputi, più elegiaco e a lui più vicino per sensibilità naturalistica, ma anche per Benvenuti, più diretto interprete degli insegnamenti del Grubicy.

L'amore per l'arte, eppure con magre prospettive di guadagno, gli fece lasciare il lavoro portuale per dedicarsi completamente alla pittura. Fece molti affreschi in chiese della Garfagnana. Sottoscrisse nel 1920 la Dichiarazione di Omaggio a Puccini, pubblicata dopo la scissione dall'Associazione Artistica Livornese, che dette luogo alla costituzione del Gruppo Labronico.
Per sottrarsi alla situazione politica che si era fatta per lui pericolosa (Castaldi non nascondeva simpatie anarchiche), nel 1924 si trasferì a Santos, in Brasile. Rimase in contatto con la famiglia e con gli amici pittori livornesi, ma passata la guerra preferì non tornare in Italia. Morì a Santos il 16 agosto 1956. A cura della famiglia fu promossa una retrospettiva di sue opere a Bottega d'Arte nel marzo 1958, presentata in catalogo da Riccardo Marchi.

G. Magonzi in Catalogo il Caffè Bardi di Livorno (1909 – 1921) Le arti all' incontro, a cura di G. Magonzi e M. Pierleoni, Galleria d'Arte Athena, Livorno, 20 settembre - 15 Novembre 2008.





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