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Ultimo aggiornamento 4 Giugno 2013 

Corrado Michelozzi

1883 - 1965

Biografia

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Santi detto Corrado Michelozzi nasce a Livorno il 16 agosto 1883. Il padre Ferdinando, maniscalco, lo iscrive alla Scuola d'Arti e Mestieri che frequenta insieme a Natali, Benvenuti e Romiti, allievo di Lorenzo Cecchi. Inizia giovanissimo a lavorare come decoratore di interni, ciò che gli varrà il soprannome di «Borchia» per gli innumerevoli elementi decorativi affrescati su soffitti e pareti, padroneggiando ogni tecnica pittorica e ogni segreto nella preparazione dei colori secondo le tecniche antiche. Forse è questo tipo di confidenza con le superfici spaziose che lo rende un ammiratore della pittura parietale veneta e, amante com'era del paradosso, gli farà dire che la grande pittura era finita con Tiepolo.
Nella branca dei giovani artisti del Caffè Bardi, Michelozzi è tra i più esuberanti, fascinatore giocoso, temibile per le sue battute e i giudizi icastici. Promuove l'idea di decorare la saletta del Caffè e vi concorre con la tela II servito del thè.
Realizza con Natali paramenti scenici per vari Veglioni e l'amicizia con Pietro Mascagni gli procura l'occasione di confermare le sue capacità di scenografo teatrale realizzando il nuovo sipario del Teatro Goldoni di Livorno in occasione della prima esecuzione cittadina di Parisina.
Nel 1912 e 1913 partecipa alle Mostre d'Arte ai Bagni Pancaldi e, rispondendo alle sollecitazioni di Plinio Nomellini, nel 1913 espone la tela Studio/Il suonatore di chitarra alla I Mostra d'arte della Secessione a Roma. E il periodo delle grandi figure, dipinge ritratti, paesaggi, maschere ironiche, con vividi colori: una grande varietà di temi, tra i quali, con gli anni, la natura morta e soprattutto le composizioni floreali acquisteranno una dominante presenza. Nel 1917 partecipa a Livorno alla Mostra d'Arte Pro-Soldato e nel 1919 a quella pro Casa dell'Arte.

Nel 1920 è tra i fondatori del Gruppo Labronico e con esso espone fin dalla prima mostra al Palace Hotel, consolidandovi un apprezzamento per la sua pittura. Nel 1922 è a La Fiorentina Primaverile con quattro dipinti (L'uomo seduto Cantante di strada, Sul palcoscenico, Mia madre, Marta). Nel 1923, con una presentazione di Plinio Nomellini, espone in una personale a Bottega d'Arte, dove torna nella III Mostra Livornese d'Arte del 1926 e in una personale assieme a Romiti nel 1927. Razzaguta gli presenta una nuova personale nel 1929 nella stessa Galleria.
Dopo un'esposizione nel 1931, ancora Bottega d'Arte lo invita con il napoletano Vincenzo Caprile. Gino Belforte gli chiede di scrivere una presentazione delle 40 opere in catalogo, ma Michelozzi di sé non sa dire, preferendo che a farlo sia ciò che dipinge: « [...]scritti e discorsi nulla aggiungerebbero ai miei dipinti. Molte volte, dipinti strappati dal seno chiacchierone di chi li ha fatti, finiscono trovatelli per il mondo, senza marca e senza carattere.» e la letterina, arguta e bonaria, andò sul Bollettino.
Nel 1946 ordina una nuova personale alla Galleria Cocchini di Livorno e una Antologica viene esposta nel 1957 alla Galleria d'Arte di Via Ricasoli. Michelozzi è presente in ogni collezione, noto in Italia e generalmente apprezzato come il pittore dei fiori, ch'egli dipingeva con luminosi colori di poesia mai leziosa, dopo averli colti nel suo giardino sul quale affacciava lo studio nella casa di via Paoli, e sempre dipingendoli dal vero.
Muore a Livorno il 2 maggio 1965. Due anni dopo, il Comune gli dedica una grande Antologica con 99 opere esposte.

G. Magonzi in Catalogo il Caffè Bardi di Livorno (1909 – 1921) Le arti all' incontro, a cura di G. Magonzi e M. Pierleoni, Galleria d'Arte Athena, Livorno, 20 settembre - 15 Novembre 2008.


Opere

  • opere
    Natura morta, olio su tavola, cm, 35x50
  • opere
    Verdura, acquerello su carta mm, 790x520
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