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Ultimo aggiornamento 3 Giugno 2013 

Adriano Baracchini Caputi

1883 – 1968

Biografia

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Nasce a Firenze il 5 luglio 1883 e si trasferisce a Livorno attorno al 1899. Guardando a Vittore Grubicy de Dragon si introduce nei segreti della tecnica divisionista.
Nel 1907 partecipa a Parigi con cinque dipinti al Salon des Peintres Divisionnistes Italiens; nel 1910 alla Mostra della Permanente di Milano presenta In pieno luglio, e l'anno seguente espone alla Promotrice di BB. AA. di Torino.
Assiduo frequentatore del Caffè Bardi, vi rappresenta insieme a Benvenuto Benvenuti l'indirizzo divisionista. Nel 1912 partecipa alla I Mostra d'Arte Livornese ai Bagni Pancaldi, dove Pierotti Della Sanguigna lo definisce «il più sapiente e il più paziente, già maestro di minuzie tecniche, che sviscera il segreto delle luminosità, che ne dispone e ne raccoglie nelle tele gli elementi primi, e ne compone deliziosi accordi musicali».
Nel 1912 partecipa alla X Esposizione Internazionale d'Arte di Venezia, dove tornerà nel 1914. Nel 1913 è membro della Commissione per la II Mostra d'Arte livornese, della quale fanno parte anche Renato Natali, Alberto Calza, Corrado Michelozzi e Gino Romiti.
Nello Studio Romiti il 15 luglio 1920 Adriano Baracchini-Caputi è tra i fondatori del Gruppo Labronico e ne è nominato per acclamazione Segretario. Alla I Mostra del Gruppo labronico al Palace Hotel di Livorno nel 1920, Baracchini-Caputi presenta i dipinti Autunno, Presso la fonte, Una sosta, Primavera, Sui monti, Congedo del sole in Versilia, mentre nella sezione bianco e nero espone i disegni Primavera nascente, Sulla vetta del Gabberi, Grigio in montagna.
Alla I Biennale Romana nel 1921 è presente assieme a Benvenuto Benvenuti nella sala dove, con dodici opere di Vittore Grubicy de Dragon, viene reso omaggio all'artista recentemente scomparso.
Il dipinto L'ora del riposo viene pubblicato nel catalogo della V Mostra del Gruppo Labronico che si tiene a Livorno nel 1922. All'Esposizione Internazionale d'Arte di Venezia di quell'anno presenta Un'aurora.


Nel 1923 a Livorno Bottega d'Arte promuove una personale di Baracchini-Caputi, Corrado Michelozzi e Cafiero Filippelli, nella quale egli espone 17 dipinti e 11 disegni e nel Bollettino n. 11 C. G. Ciappei ne traccia un profilo che definisce la sua statura artistica: «Adriano Baracchini-Caputi è oramai ben conosciuto nell'ambiente artistico italiano. Artista distintissimo appartiene a quella valorosa schiera di pittori divisionisti che facevano capo fino a poco tempo fa al grande maestro Vittore Grubicy. Dall'illustre pittore scomparso ebbe amichevoli insegnamenti ed ancor più stima e affetto che gli furono conservati fino agli ultimi giorni di lui. Espositore apprezzato a Venezia, il Baracchini ha una produzione limitatissima ben poco conosciuta ai concittadini» e ancora lo definisce «Poeta delicato e colorista, squisito ricercatore di effetti di luce più che di effetti di colore [...]. I divisionisti milanesi gli fecero trovare la via sua; ma, intendiamoci bene, a essi egli altro non deve che questo suo orientamento, nell'ambito del quale ha saputo svolgere un pensiero tutto suo ed esprimere una visione assolutamente personale. Tutta la sua pittura tende a dar, delle cose, un'immagine viva e trascendente la materia: si direbbe che egli voglia fissare solamente la luce riflessa dalle cose, la luce, come quella entità fisica che tra tutte è la più spirituale».
Partecipa nel 1924 alla VII Mostra del Gruppo Labronico alla Galleria Pesaro di Milano e poi alla XIV nel 1928 a Bottega d'Arte, dove espone Controluce, Ottobre, Radiosità invernale. Dirada l'attività artistica fino a lasciare la pittura per occuparsi di una sua proprietà agricola nella zona di Vada (Rosignano M.mo). Muore a Livorno il 14 gennaio 1968.

G. Magonzi in Catalogo il Caffè Bardi di Livorno (1909 – 1921) Le arti all' incontro, a cura di G. Magonzi e M. Pierleoni, Galleria d'Arte Athena, Livorno, 20 settembre - 15 Novembre 2008.


Opere

  • Chiaro di luna, matita su carta, mm, 87x119
  • Commenti della giornata, 1920, olio su tav. cm, 28,5x46, collez. privata.
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